Diga di Blufi

in

Località

Blufi
Incompiuto Siciliano
Incompiuto Siciliano
Tipologia: 
edilizia civile
Inizio lavori
1990

Nel cuore delle Madonie. Avrebbe dovuto essere il "vaso comunicante" tra la diga Ancipa e quella del Fanaco e distribuire acqua alle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna. Quando nell'89 si cominciò a parlare della sua costruzione, le associazioni ambientaliste e gli abitanti della zona erano assolutamente contrari prevedendo che l'impatto ambientale sarebbe stato devastante. L'allora Assessore ai Lavori Pubblici, Totò Sciangula, per invogliarli disse che - oltre al lavoro - il bacino artificiale connesso alla diga avrebbe portato gare di canottaggio e windsurf. Alla fine si convinsero tutti e l'assessore giurò che sarebbero arrivate anche le svedesi in topless. L'investimento iniziale era di 300 miliardi. Altri 120 furono stanziati per completarla grazie a una manciata di varianti d'opera e perizie suppletive. Tra le imprese appaltanti l'Impresem dei Salamone e dei Micciché, inquisiti per mafia.
Alcuni anni fa i lavori furono interrotti. Nel carteggio mancava la verifica di impatto ambientale e l'allora Ministro Ronchi fu irremovibile. Nel 2000, la Regione ha chiesto una deroga per asportare 4.000.000 di metri cubi di materiale di risulta dalle cave all'interno del Parco, tutte controllate dalla mafia. Non l'ha ottenuta. C'è poi in corso un contenzioso tra l'EAS che è l'ente appaltante e le imprese (ora rilevate dalla Coopcostruttori Ravenna). Pochi mesi fa, Jucci annunciò che voleva definitivamente risolvere il contenzioso. Ma il generale è stato congedato e adesso le stellette sono appuntate sul petto di Cuffaro: Presidente e Commissario straordinario.

Finanziamento: 
---
Progettista: 
---
Impresa lavori: 
---