I monumenti dello spreco diventano monumenti veri

Incompiuto Siciliano
di: 
Alberto Fiorillo
14 Agosto 2009

A Giarre (catania), sono incompiuti lo stadio, un teatro e molte altre opere pubbliche. Una metafora dell'Italia «a meta» che ora il Comune, raccogliendo l'idea di un gruppo internazionale di artisti, vuole trasformare in un'attrazione turistica.

Il Teatro Nuovo è in costruzione da mezzo secolo, il mercato dei fiori, lo stadio, la piscina e la casa di riposo sono monchi da più di vent'anni. E così a Giarre, in provincia di Catania, a forza di battagliare con una decina di opere pubbliche mai terminate, il Comune ha istituito l'assessorato alle lncompiute.
La delega è il preludio al Parco archeologico delle incompiute, "un monumento agli appalti taroccati e all'architettura della speculazione" spiega il sindaco Concetta Sodano, "ma anche il tentativo di trasformare in attrazione turistica lavori che, adesso, sarebbe assurdo completare". Che se ne farebbe, ormai, Giarre di una vasca olimpionica di 49 metri anziché di 50, o di uno stadio per il polo da 22 mila posti, quasi tutti i suoi abitanti?
A fornire al sindaco lo spunto del parco è stato Alterazioni Video, un collettivo internazionale di artisti che proprio da Giarre ha iniziato un censimento dell'Italia lasciata a metà.
Da nord a sud hrumo fotografato 395 tra viadotti sospesi nel vuoto, edifici rimasti scheletri, infrastrutture-cantiere. "Insieme" osserva Andrea Maso del collettivo, «riassumono la storia edilizia di questo Paese».
Ma per il Parco, spiegano a Giarre, servirà un cospicuo finanziamento. Senza soldi, infatti, anche il museo dello spreco rischia di rimanere una bella incompiuta.