Villetta comunale di Calatabiano

in

Località

Strada Provinciale 1
Calatabiano
Incompiuto Siciliano
Incompiuto Siciliano
Tipologia: 
edilizia civile
Inizio lavori
1982

Tematiche progettuali:
1) La creazione di un filtro visivo nei confronti delle quinte costituite con lo scopo di “sfondare” lo spazio, cioè di approfondirlo dando al giardino dei confini naturali, oltreché per renderlo più omogeneo ai lati non impegnati da costruzioni.
2) La creazione di una struttura baricentrica tra il parterre adibito agli sports e la collina adibita a giardino, che costituisse un momento di accumulazione di tutte le funzioni particolari attribuite al giardino stesso, e una mediazione quindi tra l’attività fisica per eccellenza e l’atto contemplativo della natura.
3) L’individuazione di percorsi unificanti tutta l’area.
4) La creazione sulla collina del giardino didattico.
Il progetto. Per quanto riguarda il primo punto, l’intervento modificatore è volto a schermare, sia pur parzialmente le costruzioni prospicienti l’area con alberature a fusto basso e alto, evitando l’uso del cespuglio per ragioni igieniche, oppure con l’uso di strutture in ferro su cui fare crescere piante rampicanti, costituendo in tal modo elementi connotati, episodi significativi, luoghi del giardino.
2) La struttura baricentrica, che per comodità chiameremo “stecca”, è costituita da un traliccio in c.a. portante una passerella aerea con funzioni di percorso, spazio mostra, promenade, collegante i due estremi dell’asse: il teatrino da un lato e la piazza coperta dall’altro. Trattasi di due corpi di fabbrica realizzati anch’essi di c.a., e di cui il primo configurantesi in una piccola cavea semicircolare, attraversato dal percorso è superiormente usabile come platea a gradoni per i più vari scopi: al di sotto di questa lo spazio vuoto viene utilizzato in entrambi i lari per accogliervi i servizi igienici dell’interno del giardino divisi in due gruppi per sesso, provvisti di opportune antilatrine. Il rimanente spazio contenuto fra questi, è utilizzato come spazio per svolgere attività di animazione per i più piccoli. La rotonda del teatrino si conclude con la scala di discesa del percorso aereo come avviene sull’altro estremo, e in tutti e due i casi si tratta di opere in c.a.
La piazzetta costituisce l’altro estremo della stecca e come questa è stata realizzata in c.a.; la struttura che configura l’oggetto non è tutta coperta, proponendosi come elemento di passaggio tra spazi chiusi , come il piccolo bar semicircolare, contenuto al piano terra, e la terrazza al piano primo facilmente raggiungibile attraverso le scale di testa del percorso; (tale terrazza si affaccia dentro l’edificio stesso ed è contenuta all’esterno da un gazebo in legno con la funzione di attenuare luce e caldo, in estate, e gli spazi esterni attrezzati con tavoli per sostare. Al centro dell’asse c’è la fontana, alla quale si può arrivare dai viali o dalla passerella aerea, attraverso un ponticello. Essa è contenuta tra due setti in c.a. ed è costituita da una piccola vasca dove precipita da una altezza di un metro e mezzo circa una bocca d’acqua. La fontana è al centro di una esedra ellittica lungo la quale si levano delle palme, sistemate oltre una piccola gradinata con duplice funzione di contenimento delle aiuole e di sedile. 3) I viali costituiscono l’elemento connettivo del complesso, connotati fortemente attraverso pavimenti che sono realizzati in pietra di diverso colore secondo disegni ispirati alle matrici geometriche che compongono l’intero disegno del giardino. I viali propongono alberatura tradizionale solo in alcune parti. Il viale principale taglia tutto il complesso dall’ingresso di via Umberto, che consideriamo il più importante (anche attraverso l’immagine che la scala lunga e barocca ripropone) fino alla collinetta e al grande pino assunto come punto di riferimento focale del sistema visuale e segnale del passaggio del giardino alla rete varia. 4) La collina viene organizzata secondo intenzioni volutamente didattiche. Per quanto Calatabiano sia un piccolo centro e quindi sia facile per i ragazzi del luogo avere un contatto con la natura, ci sembra non peregrino attrezzare una parte del giardino col fine di recuperare una cultura naturalistica il cui abbandono è già stato motivo di enormi danni per le quali vengono esposti alcuni fenomeni naturali: il fenomeno della fioritura e della fruttificazione, proponendo per ogni stagione le essenze tipiche e i frutti tipici; la trasformazione della pianta nell’arco dell’anno, piantando alberi di specie diversa che mettono foglie e fiori e frutti con la sfasatura di una stagione, in modo da avere sempre una pianta verde, una col fiore, una col frutto e una brulla. La proposta di un piccolo esotario in cui siano comprese piante di vari centimetri e che mostrino comportamenti emblematici. I vari tipi di fusto: dalle piante nane a all’alto fusto. Le piante officinali e da edere etc. Infine la parte dell’area già oggi impegnata da alberi d’alto fusto, si pensa di incrementarla con interventi atti a ricreare il giardino rustico con le essenze tipiche delle nostre contrade. Nel parterre prendono posto le piante da fiore, nelle aiuole, il boschetto di ficus beniamina tagliato secondo la logica del giardino all’italiana di origine rinascimentale, (quasi una citazione culturale), e i filari del mandorlo e del ciliegio.
Tratta dalla relazione tecnica di progetto dell'arch. Paolo M.

Finanziamento: 
100.000.000£
Progettista: 
Arch. Paolo M.
Impresa lavori: 
Giuseppe P.