Centro di Educazione Ambientale - Monte Catalfano - Bagheria

in

Località

Bagheria
Tipologia: 
istruzione
Inizio lavori
2005

Sono già passati otto anni dall’annuncio dell’inizio dei lavori , sotto la guida dell’amministrazione Fricano, del Centro di Educazione Ambientale (Zona G sulla planimetria allegata), il primo nel Mezzogiorno d’Italia, che doveva sorgere su un terreno confiscato alla mafia destinato per anni a discarica, successivamente requisito dallo stato e riconsegnato alla città per consentirne l’utilizzo a fini sociali .

Il Centro di Educazione Ambientale doveva essere realizzato con materiali eco- compatibili, utilizzando tutte le tecniche più innovative in termini di riciclo dei rifiuti ed energie alternative. L’edificio era stato pensato come prezioso punto di riferimento per studenti di scuole di ogni ordine e grado.

Una volta realizzato, il Centro di Educazione Ambientale, doveva costituire un luogo di educazione, di lavoro e di proposta culturale, per le scuole, le famiglie ed i turisti, con l’obiettivo di stimolare la collettività alla conoscenza del territorio e valorizzare la cultura ecologica e lo sviluppo sostenibile.

L’area su cui doveva insistere la struttura era di circa 500 mq, nella quale erano previsti spazi per ospitare attività di educazione e ricerca, di visita ed accoglienza, un eco museo, una fattoria-scuola, un aula verde ed un giardino didattico, doveva occuparsi di documentazione e ricerca (tradizioni locali, alimentazione, leggende, attività produttive), organizzazione di itinerari (escursionistici, storico culturali, naturalistici), servizi turistici (noleggio bici, equitazione, visite guidate), proiezioni, produzioni materiali, campi lavoro ed altro.

L’idea nasce a metà degli anni ’90 grazie allo studio ed alla progettazione dell’Ing. Guido Nicastro, dopo la partecipazione al programma europeo Thermie e la decisione del finanziamento dell’opera, purtroppo subisce il primo stop per mancanza di copertura economica.

Nel ’98 la Giunta Provinciale decide di finanziare l’opera con fondi della Cassa Depositi e Prestiti. Il progetto è approvato, sta per essere mandato in gara, quando l’emanazione del decreto Ronchi sulla bonifica delle discariche impone ulteriori verifiche e procedure. Intanto il terreno della discarica viene confiscato e assegnato al Comune di Bagheria .

Dopo il susseguirsi delle varie conferenze di servizio per approvare prima il piano di caratterizzazione della discarica, poi la sua bonifica e ancora il progetto del Centro di Educazione Ambientale, sembrava quasi fatta visto che ad appaltare i lavori, per un importo complessivo di €. 1.346.850,00, era stata la Provincia Regionale di Palermo, sempre nel 2005 fu bandita la gara vinta dall’impresa “Di Vincenzo Spa” di Caltanissetta, che doveva completare l’opera entro quindici mesi .

Ad oggi l’opera rimane solo nella carta, mentre forse i rifiuti giacciono ancora nascosti sotto il verde che la natura in questi anni ha saputo rigenerare.

E’ inutile dire che Bagheria, in termini di programmazione e realizzazione di opere importanti per il bene comune, meriterebbe un premio per l’inefficienza, visto che oltre al Centro di Educazione Ambientale, su Monte Catalfano non si è mai operato con intelligenza, lungimiranza e professionalità.

Guardando la planimetria generale pubblicata in alto, potrete notare come la realizzazione del Centro è una parte di uno studio di riqualificazione e bonifica più vasto, che comprendeva anche la realizzazione dell’attuale area attrezzata (Zona A – Vedi Dettaglio Planimetria in basso), di proprietà del Comune di Bagheria, ma mai data in gestione anche se era già stato predisposto una bozza di bando per la sua assegnazione ad associazioni .

A questo si aggiunge la bonifica e messa in sicurezza della cava (D), progetto finanziato con fondi europei che rischiano di essere persi per l’inefficienza di chi dovrebbe portare a compimento tale opera.

Che dire infine dell’illuminazione con pannelli fotovoltaici presenti su Monte Catalfano, mai entrato in funzione e già distrutto ? a quanto è dato sapere non dovrebbe nemmeno esistere, visto che non è mai stato richiesto, recepito e trasmesso alcun parere VIA-VAS dalla Regione Siciliana e che la stessa regione aveva posto il veto di evitare qualsiasi illuminazione artificiale dopo le 17:00; resta un dubbio : come è stato finanziato con fondi europei senza questi pareri?

Molte sono le cose che non vanno all’interno degli uffici comunali, forse sarebbe il caso di cominciare a programmare seriamente oltre che per le nostre montagne anche la riqualificazione delle nostre coste sporche, abbandonate e deturpate da veri e propri eco-mostri .

Finanziamento: 
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Progettista: 
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Impresa lavori: 
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Costo previsto: 
€ 1.346.850,00