Rassegna stampa

Quando l'incompiuto diventa arte

Incompiuto Siciliano
di: 
Francesca Pini
18/06/2009

La "scultura" in oggetto è una sagoma dell'ltalia con qua e là dei fori. Che al Sud si concentrano, come i buchi del groviera. Cosi Alterazioni Video, collettivo di cinque artisti-attivisti (sotto i 35 anni), indaga dal 2006 lo stile dell'abbandono nelle opere pubbliche, lasciate a metà nel nostre Paese. Contandone finora 600, e coinvolgendo il grande fotografo Gabriele Basilico nel documentarle. Un mese fa il loro progetto Incompiuto siciliano era tema di discussione negli incontri promossi da Connecting cultures, a Milano.
Questi artisti subiscono il fascino del non-finito (anche una forma di arte, si pensi alla Pietà Rondanini di Michelangelo) tanto da ricercare in questi fallimenti edilizi una vera e propria estetica. Oggi la loro azione è rivolta a creare il Parco dell'incompiuto siciliano a Giarre (località con il maggior tasso di opere incomplete) insieme all'architetto Marco Navarra, con l'appoggio dell' amministrazione comunale, "Noi non
siamo il mitico Gabibbo e andiamo oltre la denuncia dello spreco. Pensiamo che una società come questa non abbia più il tempo di creare rovine, Ma proprio queste opere sono le rovine della contemporaneità.

I monumenti dello spreco diventano monumenti veri

Incompiuto Siciliano
di: 
Alberto Fiorillo
14/08/2009

A Giarre (catania), sono incompiuti lo stadio, un teatro e molte altre opere pubbliche. Una metafora dell'Italia «a meta» che ora il Comune, raccogliendo l'idea di un gruppo internazionale di artisti, vuole trasformare in un'attrazione turistica.

Il Teatro Nuovo è in costruzione da mezzo secolo, il mercato dei fiori, lo stadio, la piscina e la casa di riposo sono monchi da più di vent'anni. E così a Giarre, in provincia di Catania, a forza di battagliare con una decina di opere pubbliche mai terminate, il Comune ha istituito l'assessorato alle lncompiute.
La delega è il preludio al Parco archeologico delle incompiute, "un monumento agli appalti taroccati e all'architettura della speculazione" spiega il sindaco Concetta Sodano, "ma anche il tentativo di trasformare in attrazione turistica lavori che, adesso, sarebbe assurdo completare". Che se ne farebbe, ormai, Giarre di una vasca olimpionica di 49 metri anziché di 50, o di uno stadio per il polo da 22 mila posti, quasi tutti i suoi abitanti?
A fornire al sindaco lo spunto del parco è stato Alterazioni Video, un collettivo internazionale di artisti che proprio da Giarre ha iniziato un censimento dell'Italia lasciata a metà.
Da nord a sud hrumo fotografato 395 tra viadotti sospesi nel vuoto, edifici rimasti scheletri, infrastrutture-cantiere. "Insieme" osserva Andrea Maso del collettivo, «riassumono la storia edilizia di questo Paese».
Ma per il Parco, spiegano a Giarre, servirà un cospicuo finanziamento. Senza soldi, infatti, anche il museo dello spreco rischia di rimanere una bella incompiuta.

L'arte dell'ecomostro

Incompiuto Siciliano
di: 
Francesco Borgonovo
14/07/2007

Garage senza uscita dighe senz'acqua ospedali fantasma e strade chiuse

Sparsi per la Penisola ci sono almeno 360edifici privi disenso e mai terminati.
Costati milioni di euro, sono inservibili. Un gruppo di giovani li cataloga per trasformare in monumenti queste grandi incompiute

La sensazione è la medesima. Una specie di vuote allo stomaco che ti prende quando guardi una meraviglia della tecnica e della creatività umane. Lo stupore di fronte a una piramide o a un anfiteatro immenso o all'interno di una chiesa decorata e curata in ogni minimo dettaglio. Davanti all'arte dell'incompiuto ci si sente più o meno così. Solo che l'ammirazione per chi ha saputo progettare e far passare dalla potenza all'atto enormi strutture in cemento armato si fonde con la difficoltà nel capire il perché nessuna di queste sia mai stata ultimata.
Se gli egizi hanno lasciato in eredità al genere umano le loro tombe regali, l'Italia probabilmente lascerà tutte le sue opere pubbliche incompiute. Sul territorio nazionale sono tantissime: piscine, parcheggi, dighe, teatri, strade. Inalate e mai finite. Oppure concluse, ma assolutamente inutili. Alcuni li chiamano con sprezzo ecomostrì e corrono a telefonare a Striscia la no tizia per denunciarne l'esistenza. Un gruppo di artisti milanesi ha avuto un'idea più brillante: reìnterpretare queste strutture in opere d'arte. Reìnventarle, in qualche modo. Farle diventare uniche partendo dalla loro assoluta inservibilìtà.
La sostanza dell'arte dell'Incompìuto è quasi tutta qui: a praricarla sono i membri di Alterazioni Video. Ovvero Paololuca Barbieri, Alberto Caffarelìi, Matteo Erenbourg, Andrea Masu, Giacomo Porfìrì, cinque ragazzi di Milano che hanno messo in piedi un progetto di dimens ioni notevoli che si focalizza sul non finito, il lasciato a metà.
LA MAPPA
Sono andati in giro per l'Italia e hanno visitato, fotografato e catalogato le opere lasciare a metà (o a tre quarti). Ora, propongono di vederle sotto una luce diversa. «Per il nostro lavoro, facciamo molti progetti sul territorio», spiega Giacomo Porfiri «cì è capitato di andare in Sicilia in vacanza e siamo rimasti catturati da queste opere incompiute, che ci sono sembrate segni molto forti del paesaggio. Così abbiamo cominciato a indìviduarle e catalogarle. Prima siamo andati in giro per la Sicilia (da cu i il titolo del progetto L'Incompiuto Siciliano, ndr), poi abbiamo cercato di estendere i contatti, creando un vero e proprio network su tutto il territorio italiano, di cui fanno già parte Claudia D'Aita ed Enrico Sgarbi».
Finora hanno conteto 360 opere in Italia delle quali 160 in Sicilia, ma la lista da scrivere è ancora lunga e per essere ultimata richiederà molto tempo, anche perché le operazioni di studio e documentazione sono estremamente complesse. Bisogna individuare l'opera incompiuta, reperire informazioni, capire se sarà o meno ultimata in futuro. Tutti questi passaggi nei prossimi mesi saranno semplificati, nel momento in cui il progetto di Alterazioni Video allargherà la propria prospettiva. «Stiamo cercando di utilizzare strumenti come i blog per aprirci al pubblico spiegano. Sarebbe impossibile per noi censire tutti gli ìncompiuti andandoli a vedere. Collaborando con altri avremo la possibilità di allargare la rete di contatti e lavorare su tutto il terri torìo nazionale». Le stru tture che hanno catalogato finora sono straordinarie. Non solo perché sono impressionanti da vedere, ma anche per la particolarità delle storie che hanno portato alla nascita di ciascun incompiuto.
Per esempio la spettacolare diga di Blufi, vicino a Palermo. Una colata di cemento spropositata che spezza il verde di una vallata in contaminata. Manco a dirlo , non ha mai visto una goccia d'acqua da quando è stata costruita. Giace lì, inerte, abominevole nella sua grandezza, che toglie il fiato a vedersi. Oppure il parcheggio multipiano di viale Jolanda a Giarre, vicino a Catania (sono i luoghi in cui nacque Franco Battiato). Una struttura complessa, potenzialmente utile e spaziosa. Dove però manca l'uscita. Le auto possono entrare, posizionarsi in una qualche maniera (visto che pure i singoli posti auto sono stati disegnati male nel progetto) e non possono fare altro che restare lì. O fare retromarcia e tornare indietro. Non è finita. A Giarre c'è anche chi ha progettato - costruito - una piscina olimpionica lunga 49 metri, invece dei 50 regolamentari. Ergo, neanche qui l'acqua si vede mai. Un metro in meno e tutto il lavoro è completamente inutile. E ancora: un teatro dalle proporzioni decisamente eccessive per un paesino che altrove avrebbe tutt'al più un cinema o una sala polivalente della parrocchia. Poi il centro polifunzionale, di nuovo una cattedrale nel deserto.
L'OMBELICO D'ITALIA
Ma la vera chicca è lo stadio del polo. Giarre ricevette dei finanziamenti per costruirlo. E in effetti c'è: è bello, ampio, sebbene incompiuto. Giace completamente inutilizzato, perché chi ha progettato le tribune ha esagerato con la pendenza e salirvi è un'impresa degna di uno scalatore. Grazie a queste meraviglie, il piccolo comune di Giarre è stato eletto da Alterazioni Video "capitale mondiale dell'incompiuto". Tutte queste opere, ovviamente, hanno un costo e neppure troppo esiguo. La piscina olimpionica è costata 5 milioni di euro, il parcheggio 2 miliardi di vecchie lire, il campo da polo 4 milioni di euro, il centro polifunzionale 1 milione. «L'Incompiuto siciliano» spiegano gli artisti milanesi nel testo che accompagna la presentazione del loro lavoro sull'isola «trova nelle sovvenzioni statali la fonte maggiore di ispirazione». Sulle responsabilità delle giunte di ogni colore, ordine e grado si potrebbe discutere a lungo, ritrovando anche i diretti responsabili della messa in atto di strutture che non sono mai state ultimate. Tuttavia, il progetto di Alterazioni Video non ha nulla a che fare con la denuncia dello spreco. È un progetto artistico che si pone l'obiettivo di cambiare di segno la lettura del paesaggio. "L'architettura ha il compito di unire la forma e la funzionalità, nel momento in cui la funzionalità cessa di esistere o non ha mai avuto modo di esistere, rimane la sola estetica e l'architettura diventa un'opera d'arte», spiegano. Lavorando sul rapporto fra forma e funzione dell'opera, questi ragazzi cercano di mostrare come questo rapporto «venga risolto annullandosi ». Che, in soldoni, significa: queste costruzioni non hanno senso di essere, non servono a nessuno eppure non ci si può liberare di loro. Sono creazioni architettoniche, quindi artistiche, ma perdendo ogni utilità, di esse rimane soltanto la componente estetica, indubbiamente suggestiva. Gli incompiuti divengono il «paradigma interpretativo per comprendere il periodo storico in cui sono stati creati».
L'INCONTRO
I prossimi passi del lavoro di Alterazioni Video prevedono la realizzazione di un parco dell'Incompiuto Siciliano, con relativo tour turistico, ed un simposio sull'incompiuto. Il primo dovrebbe essere realizzato a Giarre, con «lo scopo di sviluppare una nuova economia locale basata sul turismo». Il simposio, organizzato in collaborazione con la rivista di architertura Abitare, si terrà a ottobre a Venezia e vedrà la presenza di personaggi di primo piano del mondo dell'arte, dell'architettura e della filosofia come Rem Koolhaas, Paolo Fabbri, Paul Virillo, Stefano Boeri e il direttore della 52 esima Biennale d'arte di Venezia, Robert Storr. Quello che gli artisti milanesi vogliono realizzare è un piano ambizioso e complesso, che potrebbe richiedere un dispiego di forze mastodontico. Chissà se, almeno loro, riusciranno a concludere qualcosa.

Allegati: 

Tourisme: un circuit béton

Incompiuto Siciliano
di: 
Il Giornale
31/01/2008

Entouré d'un groupe de Japonais qui mitraillent à tout-va, le guide s'empare du micro. “A droite, vous pouvez admirer la squelette de ciment du parking de Giarre; a gauche, les restes du strade, jamais inauguré.” Le Nippons regardent, médusés. Le guide les mène à un train d'enfer. “Devant vous, l'eternel chantiet de la salle polyvelente, et la cité administrative – les travaux sont au toujours au point mort.” Cette scène imaginaire pourrait bientot devenir réalité. Au cours de la Bourse internationale du tourisme 2008 (21-24 février, Milan), la municipalité de Giarre, dans la provice de Catane, présentera sa première excursion touristique entièrement consacrée aux “cathédrales dans le désert”. Ce circuit offrira una visite unique au monde des grands project publics en rade – édifices trop chers à ahever et trop chers à demolir. Ces monuments au gaspillage ont gagné à Giarre le titre peu enviable de capitale des maxichantiers commencés et jamais terminés. Un collectif d'artistes, Alterazioni Video, a fait de cet univers de décombres une exposition itinérante baptisée “Concreta Island”. L'initiative a les faveurs de la première élue de Giarre. A l'instigation du collectif, Teresa Sodano a lancé un concours d'idées pour un project de parc achéologique de l'”inachevé sicilien”. L'idée est géniale: transformer en attraction touristique quelque chose qui parait en etre la négation, expliquent les jeunes “chasseurs d'ecomonstres”.
Au catalogue des oeuvres défuntes:les marché aux fleurs, fané avant l'éclore, la maison du troisième age, née cacochyme, le theatre communal, qui attend depuis près d'un demi-siècle sono premier lever de rideau, enfin le gigantesque complexe sportif, qui devait accueillir les Jeux universitaires de 1997 et que tout le monde snobe aujourd'hui, meme les poussind de l'équipe de foot.

Incompiuto Siciliano - Alterazioni Video in mostra a Roma

Incompiuto Siciliano
di: 
Luca D'Eusebio
01/12/2007

ROMA. In questo autunno diversi importanti eventi culturali e artistici hanno portato un po’ di luce sul paesaggio e contribuito a riprendere la riflessione sul futuro del territorio italiano a partire dalla sostenibilità degli attuali modelli di (non) governo del territorio: il convegno del FAI ad Arezzo «Sos paesaggio, aggiornarsi per intervenire», l’interessante mostra «Atlante italiano 007, rischio paesaggio», ospitata al MAXXI e, infine, la prima romana del collettivo Alterazioni Video dal titolo «Concrete Island», aperta fino al 12 gennaio alla galleria V.M.21artecontemporanea.
La ricerca di Alterazioni Video sull’opera architettonica incompiuta, fra arte e indagine giornalistica (cui hanno lavorato Enrico Sgarbi e Claudia D’Aita, con la collaborazione delle Università di Bologna, Venezia e del Politecnico di Milano) ha riguardato, dal nord al sud della penisola, quasi 400 architetture incompiute dal 1951 a oggi. Queste opere sono state fotografate e documentate fino a ricostruirne tutti i passaggi progettuali e amministrativi.
L’esposizione di Roma si concentra solo sulle opere incompiute di Giarre, comune catanese di circa 20.000 abitanti, oggi capitale dell’incompiuto architettonico e un tempo noto per i giardini e gli aranceti.
Calpestando la polvere vulcanica dell’Etna stesa sul pavimento delle sale espositive, si viene inglobati nella realtà di Giarre: prima attraverso un sorvolo del paesaggio periurbano che si sofferma sulle diverse opere incompiute, e poi attraverso installazioni, immagini e video che propongono interviste a un giovane parcheggiatore abusivo, a un navigato politico locale e agli ineffabili funzionari comunali. Il cuore della mostra è il materiale video utile a ricostruire il clima e la storia delle opere incompiute. Ci si trova a tratti in un documentario di Vittorio De Seta e a tratti nel bel mezzo di un libro di Sciascia o Camilleri.
Giarre, nota alla cronache giornalistiche fin dagli anni novanta per lo sperpero di denaro in materia di opere pubbliche, annovera tra le opere non finite un teatro, una piscina comunale, un centro polifunzionale, un parcheggio multipiano, un mercato dei fiori, una casa di cura per anziani, il tribunale, un parco con pista di automodellismo, uno stadio di atletica con campo da polo e altre costruzioni minori. Ogni opera ha una sua storia: alcune sono state abbandonate prima della fine dei lavori per il fallimento dell’impresa costruttrice; altre dopo essere state concluse per l’incapacità di darle in gestione; altre ancora hanno cantieri in corso di realizzazione che vanno avanti da 30 o 55 anni, più di quanto ci volle (appena 50 anni) per realizzare la grande muraglia cinese.
La provocazione artistica di Alterazioni Video è indirizzata a cambiare la normale percezione di queste opere non finite, e indirettamente dei paesaggi che le ospitano: da «ecomostro» a «opere d’arte». Il non finito è testimonianza di un recente passato da storicizzare; le opere come oggetti ormai privi di funzione
cui può essere riconosciuta solo una valenza estetica: rovine moderne, tra erbacce e ruggine, in
affascinante contrasto con il paesaggio agricolo e con quello urbano.La nuova chiave di lettura rappresenta uno stile, l’«incompiuto siciliano», che ha in Giarre il proprio centro propulsore, ma che ritroviamo facilmente, con venature locali, in altri contesti italiani. Il passo è breve per lanciare Giarre come sede di un Parco archeologico dell’Incompiuto da proporre alla Borsa Internazionale del Turismo 2008 quale meta unica al mondo.
L’utopia di Giarre non è la soluzione per i mali del paesaggio italiano ma è un’intelligente provocazione che, in un contesto definito, può contribuire a riconsiderare il significato di quel territorio. Il progetto del paesaggio è progetto della società; va inteso come proposta complessa perché definita da articolati aspetti specifici (economici, sociali, produttivi, estetici, ecologici), che comportano a loro volta tutela, gestione, innovazione.

PROGETTO CULTURALE - L'incompiuto siciliano

di: 
Mario Pafumi
24/11/2007

A Giarre la lettura è l'arte della memoria

GIARRE. Il progetto “L'incompiuto siciliano, per una memoria del presente”, lunedì alle 11, nel salone degli specchi del Municipio, sarà presentato alla stampa dal gruppo “Alterazioni Video” rappresentati da Claudia D'Aita, il sindaco di Giarre, Teresa Sodano, l'assessore ai Beni culturali, Lina Lopatriello, il presidente della Pro-Loco, salvo Zappalà. L'incompiuto Siciliano è un progetto di lettura del paesaggio, nato da un'idea di Alterazioni Video, progettato e prodotto insieme a Claudia D'Aita ed Enrico Sgarbi. L'obiettivo è cambiare di segno la percezione di opere ed edifici pubblici incompiuti diffusi nel territorio italiano e in particolare in quello siciliano. Il comune di Giarre, capitale europea per numero di opere su densità abitante, diviene simbolo del progetto, luogo d'eccellenza della fioritura dello stile. Con l'istituzione del Parco archeologico dell'Incompiuto Siciliano a Giarre, l'amministrazione comunale intende promuovere il territorio sviluppando una nuova economia legata al turismo culturale.

Giarre, circuito turistico con le opere incompiute

Incompiuto Siciliano
di: 
Mario Pafumi
27/11/2007

PARCO ARCHEOLOGICO. Dieci le opere in rete

GIARRE. L'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Teresa Sodano istituirà in ambito urbano il primo Parco archeologico dell'Incompiuto Siciliano d'Europa, mettendo a sistema gli edifici incompiuti, con l'intento di promuovere il territorio sviluppando una nuova economia legata al turismo culturale.
L'iniziativa è stata ufficializzata ieri mattina, nel salone degli Specchi del Palazzo municipale, nel corso della presentazione del progetto: “L'incompiuto siciliano, per una memoria del presente”, una iniziativa promossa da “Alterazioni video”, con il patrocinio del Comune ionico e della Pro-Loco, che ha avuto ampia eco anche sulla stampa nazionale, illustrato da due degli artisti del collettivo, Andrea Masu e Alberto Caffarelli, coadiuvati da Claudia D'Aita, alla presenza oltre che del sindaco e del suo vice, Orazio Pagano, degli assessori comunali, Lina Lopatriello, Francesco Cardillo e Nicola Gangemi e dal presidente della Pro-Loco, salvo Zappalà (che ospiterà il progetto nello stand espositivo della Pro Loco, alla Bit di Milano).
Gli artisti hanno compiuto uno studio su tutto il territorio nazionale, da cui è emerso che sono 350 le incompiute, di cui 160 solo su territorio isolano. Sono 10 gli edifici incompiuti a Giarre, risalenti al periodo storico compreso tra gli anni '70 e '80, anni che hanno fatto registrare una proiezione di sviluppo ed innovazione.
Il Comune di Giarre, capitale europea per numero di opere su densità di abitante, diviene così location simbolo del progetto, luogo d'eccellenza della fioritura dello stile. Secondo il progettista Andrea Masu: “Le opere incompiute possono essere considerate come una risorsa, proponendone una loro trasformazione in investimenti, con l'obiettivo di favorire culture ed economie legate alla valorizzazione delle risorse ambientali, paesaggistiche, artistiche, monumentali e culturali”.
Secondo il sindaco Teresa Sodano “Grazie a questa brillante intuizione, queste incompiute giarresi non costituiscono più un'ennesima provocazione, ma attraverso una lettura positiva, possono costituire un percorso conoscitivo, nell'ottica che le opere in specie, possano con il tempo essere completate”.

Abbiamo un nuovo stile architettonico si chiama “incompiuta”. Sicilia in testa

di: 
Giuseppe Scannella
17/12/2007

La televisione, si sa, rappresenta l'esemplificazione dell'effimero, della dissacrazione, salvo a volte esser capace di generare fenomenologie mediatiche che, con la leggerezza dell'ironia, inducono alla denuncia e alla riflessione sui mali e sui vizi della nostra complessa società. Striscia la notizia, fortunata trasmissione di Mediaset, tra una velina poco vestita e una battuta di cabaret, da vent'anni ci mostra come siamo e come ci comportiamo. Ci mostra i mali dell'Italia che viviamo, tra i quali spicca l'esistenza di opere, pubbliche e non, incompiute. Ve ne sono in Italia oltre trecentocinquanta con un importante contributo, purtroppo, della Sicilia dove se ne contano ben più di centocinquanta, tanto che qualcuno ha coniato una definizione di questa attività: l'incompiuto siciliano. Ora la Sicilia è sempre stata un laboratorio, un incubatore di idee, che poi il resto della Nazione ha importato e fatto sue. Anche in questo caso.
Il fatto singolare è che in Sicilia, come in Italia, vige un rigido sistema normativo e di controllo sulla programmazione, realizzazione e gestione dell'opera pubblica; il che non ha impedito, che si costruissero ospedali mai entrati in funzione, piscine olimpioniche fuori misura, centri culturali lasciati a metà, tratti di autostrada che partono dal nulla ed al nulla arrivano.
Quasi un nuovo stile architettonico che forma una nuova tipologia di monumenti dell'età moderna, incompiuti appunto, come “incompiuta” doveva essere l'opera d'arte di michelangiolesca memoria.
Queste opere abortite segnano il territorio di cui fanno in qualche modo scempio e, tuttavia,sono testimonianza della nostra epoca schizofrenica, nella quale alla carenza di risorse si risponde spesso con lo sperpero di quelle poche disponibili, anche attraverso la duplicazione, a poca distanza, di strutture funzionalmente identiche, a causa del campanilismo imperante e dell'assenza di un piano strategico di investimenti e di una politica territoriale d'area vasta.
Và detto che non è un fenomeno recente; vi è sempre stata un'Italia monca, certo non in questa misura, a partire del tempio greci di Segesta dalle imponenti sedici colonne doriche che duemila cinquecento anni fa venne lasciato privo del tetto. Possiamo forse parlare dei cadaveri della speculazione, del malaffare o dell'inefficienza, tenuto conto che i tempi della politica non coincidono con quelli dell'attività costruttiva. Non è difficile che la gestazione e la costruzione di un'opera attraversi più amministrazioni e le più disparate vicende con i conseguenti ripensamenti, cambi di interesse e strategie, che portano, a volte, allo stravolgimento dell'obbiettivo iniziale il quale, quando si riesce ad ultimare il ciclo, rappresenta la stratificazione di volontà e interessi diversi. In questo colpevole sperpero si può tuttavia trovare un valore residuo: quello della testimonianza dei nostri mali e delle piccolezze umane, tanto più importante se consideriamo che la cultura italiana si fonda sulla storia dei processi e degli atti degli uomini, con cui tutte le attività devono relazionarsi, operando quella ricucitura sconosciuta, ad esempio, alle culture nord americane ed asiatiche; significa, e non sono il solo ad esserne convinto, che anche da questi sprechi, attraverso lo stratificarsi del tempo e l'architettura, è possibile ricavare un nuovo valore ed un nuovo paesaggio.

Allegati: 

Mostra di “Alterazioni Video”

Incompiuto Siciliano
di: 
Mario Previtera
28/11/2007

Giarre. Illustrato il progetto di 5 artisti sulle opere incompiute siciliane

Creare un parco archeologico dell'incompiuto a Giarre, per rivalutare il territorio storicizzando le incompiute. E' quanto vogliono realizzare i progettisti del collettivo "Alterazioni video", 5 artisti che hanno compiuto uno studio nazionale, dal quale è emerso che sono 350 le opere pubbliche incompiute, di cui 160 in Sicilia; a Giarre sono 10 gli edifici mai completati. Dal 13 al 17 dicembre una sezione del progetto sarà in mostra nell'ex pescheria in via Calderai. L'altro ieri nel Municipio di Giarre è stato illustrato il progetto da due artisti del collettivo Andrea Masu e Alberto Caffarelli. Il progetto “L'incompiuto siciliano, per una memoria del presente” è così diventato spunto per promuovere in chiave turistico-culturale decine di opere simbolo di sprechi e di cantieri fallimentari. Il progetto, che contiene anche una suggestiva mostra di lavori inediti, è stato positivamente accolto dal sindaco di Giarre, Teresa Sodano, che ha definito il lavoro “una brillante intuizione”. “Il progetto – ha affermato Andrea Masu – va ben oltre la mostra, attraverso la creazione di una Fondazione e la collaborazione del Comune di Giarre e della locale Pro Loco.

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Alla Bit le "Cattedrali nel Deserto" diventano delle attrazioni turistiche

Incompiuto Siciliano
di: 
Mario Previtera
27/02/2008

Giarre, geniale iniziativa alla Borsa milanese

Da capitolo scuro della storia recente ad “appeal” per scegliere la Sicilia e in particolare Giarre. Merito di un itinerario unico al mondo. Un percorso turistico tra le opere incomplete lasciate in abbandono a screpolarsi al sole che rappresentano l'inefficienza italica. Alla Bit di Milano conclusasi la scorsa domenica nello stand della Regione Sicilia, Giarre è stata al centro di una singolare promozione. Non i monumenti, i musei, le peculiarità gastronomiche Jonico-etnee, ma 9 “perle” di ingegneria civile. Un progetto provocazione realizzato da Alterazioni Video di Milano e che ha trovato il pieno sostegno del Comune di Giarre e della Provincia di Catania, del Ministero ai Beni e alle Attività culturali e del Darc, Dipartimento di Arte e Architettura Contemporanea – Sicilia.
La geniale idea di “Alterazione Video” è quella di fare diventare attrazione turistico-culturale ciò che pare esserne la sua perfetta negazione. Nasce così il “parco archeologico” dell'incompiuto siciliano”: un tour turistico tra gli scheletri di cemento disseminati sul territorio, un viaggio nel “cimitero” delle opere senza speranza che potrebbe ora diventare occasione di business: il parcheggio multipiano realizzato con estrema lungimiranza e fantasia sul letto di un torrente; la casa albergo per anziani nata già vecchia; il teatro che da oltre 60 anni attende solo la demolizione. E ancora: il mercato dei fiori mai inaugurato, il salone polifunzionale trasformato in rudere una futuristica piscina olimpionica sommersa da rovi e sterpaglie.

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