Rassegna stampa

Giarre prima in incompiute

Incompiuto Siciliano
di: 
Maria Gabriella Leonardi
01/11/2007

Il primato sui quotidiani. Il sindaco: “Cerchiamo idee per valorizzarle”

LE OPERE
Quattro le opere pubbliche che il sindaco Sodano ritiene sia possibile portare a termine entro il suo mandato: il parcheggio accanto la biblioteca comunale, Il parcheggio di via Teatro e il tribunale sito in corso Europa. Il teatro "nuovo”, mai aperto di via Teatro fa parte di un contratto di quartiere, se quest'ultimo venisse finanziato una parte dell'importo finanzierebbe il completamento della struttura.

Le incompiute giarresi agli onori o ai disonori (dipende dai punti di vista) della stampa nazionale. Sabato scorso ne parlavano i due paginoni centraIi di "Repubblica"; lunedì è stata la volta de "Il Giornale", i! quotidiano fondato da Indro Montanelli. Il merito lo si deve a un gruppo di cinque artisti, denominato "Alterazioni video", che opera tra Milano e New York.
Il gruppo ha censito le 356 opere pubbliche realizzate in Italia dal 1951 al 2006 e rimaste incompiute perché troppo costoso sia abbatterle che completarle.
La capolista è Giarre, con 12 incompiute. "Alterazioni video" proporrà a Milano, nel 2008, alla fiera Bit (Borsa internazionale del turismo), il primo tour turistico tra le opere pubbliche incompiute. Il sindaco Teresa Sodano, che ha dato il patrocinio del Comune per consentire al gruppo di partecipare a un concorso di idee, spiega: l'idea è quella di ribaltare in positivo qualcosa di negativo. Non le possiamo nascondere, se qualcuno ha un'idea per valorizzare queste opere così come sono, incompiute, non abbiamo nulla di ostativo. E' anche un modo per riflettere su cosa farne: le rendiamo fruibili o le abbandoniamo dietro ai rovi?
“Mi sta bene che vengano accesi i riflettori su un modo, speriamo superato, di accedere ai finanziamenti – afferma l'assessore al turismo Francesca Cardillo - ben diverso è promozionare alla Bit, ove città e nazioni propongono il meglio, qualcosa che prodotto turistico non è”. “E' un'idea positiva – commenta il presidente della Pro Loco Salvatore Zappallà -: i turisti cercano cose strane. Faremo vedere lo spreco di denaro pubblico che c'è stato in Sicilia, e in particolare a Giarre. Sperando che, prima o poi, si parli di Giarre per quanto di positivo la città saprà portare a temine

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Lo stile Italiano

Incompiuto
di: 
Manuela Gandini
12/06/2008

In fondo a via Ludovico il Moro, oltre il capolinea del 2, e dopo una manciata di fermate del 325, costeggiando il Naviglio, Milano comincia a diventare piccola, le case si fanno più basse e più rade. Una svolta a sinistra e l'erba avanza rigogliosa. Comincia la campagna e una stradina sterrata lungo un rigagnolo conduce alla sede di Connecting Culture, Centro di documentazione per le arti visive, fondalo da Anna Detheridge, dove si svolge la terza edizione di Fuori Luogo/Out of Place: incontri con artisti fotografi architetti, che raccontano immaginari urbani , disorientamenti, percezioni frammentate dello spazio sociale, contraddizioni, perdite d'identità, visioni.
Basta varcare la soglia del centro e la realtà della periferia appena attraversata si dissolve nella rappresentazione di altre realtà suburbane, grazie a un continuum surreale tra dentro e fuori creato dalla "Toccata" di Paradisi, la colonna sonora dei siparietti dell'intervallo Rai degli anni Settanta. Sullo schermo si alternano immagini di grandi opere di cemento armato incompiute e deserte. Non il Colosseo o il lungomare di Cesenatico come allora in tv, ma la Torre (incompiuta) del XX secolo a Siracusa, la Casa per Anziani (incompiuta) di Priolo e poi parcheggi, centri polifunzionali mai finiti o ponti che si gettano sul vuoto. Opere pubbliche iniziate e abbandonate che puntellano l'Italia del Sud e in parte del Nord.
Andrea Masu presenta il progetto sull''' Incompiuto Siciliano", la genesi che ha condotto il collettivo artistico Alterazioni Video, in collaborazione con Claudia Daita ed Enrico Sgarbi, a proporre agli amministratori pubblici di Giarre (Catania) il primo parco archeologico mondiale dell’incompiuto siciliano. “Nel 2006 mentre eravamo in vacanza, ci siamo resi conto che, tra la natura incontaminata e i limoni della Sicilia, crescevano ovunque grandi strutture rimaste incompiute e inanimate. Strutture che costituiscono il panorama dentro al quale, per esempio a Giarre, vivono 23mila persone. Opere che si presentano come buchi neri nel paesaggio, slegati dal territorio e infrequentabili”. Da quel momento, i cinque di Alterazioni Video (Paololuca Barbieri Marchi, Andrea Masu, Alberto Caffarelli, Matteo Erembourg, Giacomo Porfiri) cominciano una peregrinazione in tutt' Italia per costruire una mappa dei luoghi senza futuro: aeroporti abbandonati, ospedali, teatri, mercati, stadi, costruzioni iniziate nel periodo che va dai Sessanta ai Novanta e lasciate sfatte come aborti cementizi sulla terra.
Ma se l'Italia abbonda di ecomostri dalle ombre lunghe senza storia, che galleggiano negli occhi indifferenti dei cittadini, significa che esistono una tipologia e uno stile italiano dell'incompiuto. La definizione è irrintracciabile nel vocabolario politico e anche per questo quelli di Alterazioni hanno provato a codificare un linguaggio indiscutibilmente parte di un popolo e di chi lo rappresenta. Un frammento da considerare, come ha insegnato Bruno Munari, una categoria estetica.
“Abbiamo voluto monumentalizzare l'incompiuto - continua Masu - passare da un segno negativo a uno positivo. Quando ci siamo presentati agli amministratori di Giarre per proporre il parco archeologico dell'incompiuto siciliano ci hanno presi per pazzi. Abbiamo avuto diversi incontri, durante i quali i sospetti via via si riducevano. Ma facendo leva sull'unicità del cospicuo numero di incompiuti in città, gli amministratori sono passati dalla titubanza a una orgogliosa conferenza stampa per illustrare il progetto. Il nostro obiettivo è di riportare i responsabili sul luogo del misfatto e cambiare punto di vista offrendo una occasione di memoria. Deve rimanere il segno di ciò che è stato e delle enormi quantità di denaro passato attraverso un 'economia distorta che ha però dato da vivere a molti “.
Se il Teatro Nuovo di Giarre iniziato nel 1957 ha già superato il tempo di costruzione della piramide di Cheope, l'idrovia Milano-Cremona, iniziata nel 19 11 , è arrivata solo a Pizzighettone, arrestandosi dopo appena 13 chilometri. Cinquecento strutture incompiute in tutta Italia, censite finora dal collettivo, 300 solo in Sicilia. Errori progettuali, decisioni politiche contrastanti, calcoli di costo sempre sottostimati, fallimento delle imprese, prosciugamento delle risorse … Si tratta di luoghi metafisici, brutti, sospesi in un limbo senza significato: l'immagine concreta del substrato mafioso, dell'omertà e della cattiva politica. Alla domanda su dove fossero le opere incompiute in città, gli abitanti non sapevano rispondere, tanto queste presenze sono radicare nell'immaginario di ciascuno. “La violenza imposta da queste strutture serve a controllare le menti della gente - continua Masu - quale idea di futuro può avere un giarrese? E come affronta il quotidiano?.
Scritte, graffiti, riappropriazioni parziali segnano presenze sporadiche e selvagge nei luoghi di nessuno che le amministrazioni non possono abbattere e neppure completare, tanto meno convertire. Sono tracce, o meglio monumenti del malcostume che però, secondo il gruppo di artisti, contengono alcune potenzialità.
Ruotando il punto di vista, mettendoli sul piedistallo della cronaca e della giunta comunale, gli incompiuti possono così diventare opere d'arte ready-made di grande formato, un tantino impegnativi. In fondo, nel 1917, il signor R. Mutt (così firmò la sua più famosa opera Marcel Duchamp) non aveva fatto di un pisciatoio, rinominato "Fontana", un'opera d'arte?
L'azione concettuale di Duchamp si tirò dietro tutto il Novecento, E in fondo molti degli incompiuti censiti cosa altro possono essere diventati se non pisciatoi pubblici di un certo ingombro,
II dilemma a questo punto è: cosa fare dell'incompiuto una volta inventariato e definito "Stile Italiano" antiteticamente a quell'International Style dei rivoluzionari architetti funzionalisti del Movimento moderno? Come ricollocare socialmente i contenitori di energia morta, pietrificata, arrugginita che incombono sul territorio? E da che parte cominciare?
I vegetali, senza por tempo in mezzo, hanno applicato immediatamente la soluzione. Sono nati, si sono espansi, si sono appropriati, con intelligenza, dello spazio (e questo sarebbe molto piaciuto al mago della multimedialità nell'arte concettuale Joseph Beuys). Alcuni abitanti hanno fatto lo stesso, a ridosso di un ponte che dà sul nulla hanno costruito una casetta e un bell'orticello, L'intelligenza creativa spontanea ha già cominciato a germogliare e alcuni umani, come i vegetali, hanno realizzato il proprio bisogno: ci si sono attaccati, Lo stile italiano dell'incompiuto, grazie alla parodia delle Alterazioni, è già diventato icona, è comparso in pubblicità di automobili, ha invaso le riviste di architettura e anche la guida turistica di Giarre:
"L'eccezionalità di Giarre è data dalla quantità delle sue opere incompiute e dallo stato perfetto della loro conservazione, quasi fossero sospese nel tempo". Perché Giarre è diventata capitale mondiale dell'incompiuto come Noto è capitale mondiale del Barocco. Non male. "La natura e l'uomo si compenetrano - continua la guida - in questo luogo magico, trovando una simbiosi unica nel suo genere che richiama alla memoria le grandi spedizioni archeologiche di inizio secolo", Lo shift tra la beffa e la trasformazione concreta dei manufatti infiniti in qualcosa di vivibile può compiersi. Se da una parte, dal volto radioso dell'assessore alla cultura traspare incredulità nelle sue stesse parole mentre decreta, in Consiglio, il primato di Giarre; dall'altra parte la faccenda si fa seria: il patrimonio dell'epoca del boom entra a far parte di una categoria codificata e diventa istituzionale per mano di artisti. “Non vogliamo denunciare nessuno, non siamo antagonisti - afferma Masu - vogliamo mostrare ciò che appare subito evidente a occhi estranei e far emergere il potenziale di ciascuna opera, magari recintandola. facendoci luoghi di intrattenimento, campi coltivabili, beautyfarm o non so che altro”. E cosa ne dicono gli abitanti'! Dove sono? Quali sono i loro sogni e i loro desideri? “Siamo partiti dalle istituzioni - continua Masu - per poi arrivare alla gente. A ottobre è prevista un 'assemblea cittadina per spiegare il progetto e raccogliere le idee di tutti. Noi li abbiamo portati a scoprire il panorama che li circonda. Loro decideranno se buttar giù gli incompiuti, ripensare a nuove funzioni o lasciarli come memoria”. Da giugno sarà anche funzionante il sito incompiutosiciliano.org, con un database a disposizione degli utenti per pubblicare foto, commenti, schede di altre opere pubbliche incompiute. "Non siamo noi gli artisti, ma tutti gli attori coinvolti: amministratori, architetti, politici, geometri, imprenditori, committenti, Sono loro gli artisti", dicono quelli di Alterazioni.
D'altronde l'operazione è patafisica e attiene alla scienza delle soluzioni immaginarie. E mentre si conclude la presentazione dell'Incompiuto a Connecting Culture, pare già di scorgere il faccione di Luther Blissett, gli occhi di Guy Debord, il pancione di Re Ubu, l'odore del sigaro di Marcel Duchamp ... e poi affiorano le Piazze d' Italia di De Chirico (antenate dell'incompiuto?) e il ricordo di un vecchio film di Emidio Greco, L’invenzione di Morel, in cui un gruppo di amici ormai morti, rivive per l'eternità la vacanza di una settimana nella villa del signor Morel, riportati in vita virtualmente dalla sua speciale macchina da presa che cinquant'anni prima li aveva immortalati a loro insaputa.

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Gli ecomostri sono le surreali piramidi di oggi

Incompiuto
di: 
Ivan Carozzi
25/07/2007

E' uno dei passaggi più foschi e impressionanti di 'Gomorra' quello in cui Roberto Saviano risale in treno il Paese. Dalla Campania al Friuli, da Napoli a Pordenone. Un treno pigro e lentissimo, dodici ore di tratta per portare a termine una sorta di viaggio nell'aldilà. Alla fine Saviano riesce ad arrivare a Casarsa, di fronte alla tomba di Pier Paolo Pasolini, e lì salmodiare il suo personale 'Io so' e quindi dichiarare, prove alla mano, su che cosa, alla fine, si fondi la Repubblica, e cioè sul cemento: 'Io so e ne ho le prove...La Costituzione dovrebbe mutare. Scrivere che si fonda sul cemento e sui costruttori. Sono loro i padri. Non Ferruccio Parri, non Luigi Einaudi, non Pietro Nenni, non il comandante Valerio'. E Saviano torna sul tema in occasione dell'inchiesta pubblicata un paio di settimane fa su Repubblica: 'Il tessuto connettivo italiano è il cemento. Cemento è il sangue arterioso della sua economia'.
Case popolari, ponti, autostrade, villette, parcheggi, università, ospedali, piscine, impianti sportivi. Un'onda di calcestruzzo che a partire dall'inizio degli anni '60 si è rovesciata per decenni sull'Italia, cambiandone i connotati, nel segno di una certa idea di modernità, e dimenticando sparse qua e là, soprattutto al Sud, opere mai concluse, cantieri interrotti, prigionieri di un incantesimo politico-criminale che ha finito per sfregiare il paesaggio.
L'anno scorso, in aprile, i cittadini di Bari hanno visto implodere i trecentomila metri cubi del complesso immobiliare di Punta Perotti. Ne hanno apprezzato l'istantanea sparizione dentro una grande nube di polvere, e si può dire che, almeno in parte, il rombo del tritolo e lo spettacolo della distruzione abbiano risarcito della convivenza forzata con l'abominio edilizio voluto dal Gruppo Matarrese. Ma esiste un modo diverso di guardare allo scempio? C'è un modo di correggerne la percezione, fino a rovesciarla di segno? Possiamo inventare categorie di giudizio estetico capaci di esorcizzare l'orrore alieno che i tanti ecomostri del nostro Paese continuano ad ispirarci? E' da queste domande che parte l'ultimo progetto ideato da Alterazioni Video, collettivo di cinque artisti -Paolo Barbieri Marchi, Andrea Masu, Alberto Caffarelli, Giacomo Porfiri, Matteo Erenbourg- con base a Milano e New York, già ospiti alla Biennale di quest'anno con un video girato in camera car attorno alle mura del carcere di San Vittore.
Prodotto in network con Claudia Daita ed Enrico Sgarbi, il progetto nasce in seguito ad un viaggio in Sicilia e all'incontro, imprevisto, con alcuni degli ufo architettonici apparsi sull'isola negli ultimi trent'anni. Stando a un censimento realizzato dagli stessi autori, soltanto in Sicilia le opere pubbliche incompiute sarebbero ben 160. Sono i luoghi in cui ci s'iniettava eroina, secondo una deprimente iconografia anni '80, luoghi dove nessuno andrebbe mai a fare l'amore, per lo più visitati dal signor Giordano, l'attore in mutande di Ciprì e Maresco, ma che pure possono essere riconquistati grazie ad un rovesciamento di paradigma.
Quindi, stai andando a Noto, per ammirare il celebrato barocco Siciliano, oppure stai guidando verso Agrigento e la valle dei templi, pronto ad immergerti nella magia greco-romana, ma è sufficiente sbagliare strada, attraversare una valle, sorpassare una piana di vigneti, per ritrovarsi di fronte all'allucinante maestà di un'astronave in cemento armato. Un inspiegabile parcheggio multipiano, un residence metafisico, una diga delle dimensioni di una metropoli azteca. E una tale visione, capace di spezzare il cuore ad un iscritto di Italia Nostra, è quella che dev'essersi palesata nel corso del viaggio siciliano di Alterazioni Video. Magari in un pomeriggio infuocato, trafitto dal canto delle cicale, senza neppure il conforto di una limonata.
Vengono in mente le parole del generale napoleonico Jean Marie René Savary, il quale così raccontò del suo incontro con le piramidi: 'La vista di questi monumenti dell'antichità, sopravvissuti al declino d'intere nazioni, alla caduta d'interi regni, alla devastazione del tempo, incute una sorta di venerazione'. Così, nella vertigine della canicola e nella solitaria contemplazione dell'ecomostro, cominci ad intuire che quella enormità muta e senza nome è una sorta di reperto storico, sopravvissuto intatto fino alla seconda Repubblica. E' la testimonianza di un passato recente, un rudere della surmodernità italiana, e come tale chiede di venire finalmente nominato e identificato, mediante una categoria di giudizio che ne informi stile e morfologia. Ecco, la categoria è l'Incompiuto Siciliano, dicono quelli di Alterazioni, forse una reazione involontaria proprio all'esuberanza del barocco o anche, nella sua incompiutezza ed apertura, al canone armonico e sferico della bellezza greca.
Con Claudia DAita ed Enrico Sgarbi, Alterazioni Video ne ha prodotto un'accurata mappatura, scoprendo fra l'altro che a Giarre, in provincia di Catania, esiste una straordinaria concentrazione di opere pubbliche incompiute, tanto da meritarsi il titolo di capitale mondiale dell'incompiuto. A Giarre c'è un impianto olimpionico di nuoto, nel quale, secondo gli artisti, 'è vivida la metafora dello sport come intenzione priva di sforzo, esercizio della mente ancor prima che della carne'. Nata incompiuta, la piscina non è mai stata aperta, come se l'architetto, dicono ancora quelli di Alterazioni, avesse programmaticamente diffidato di ogni forma di compiutezza. Quasi un gesto di superstizione che porta a consigliare un'inconcludenza, in linea con l'atavica inclinazione dei siciliani per l'irrisolto, testimoniata anche da Roberto Alajmo nel suo 'Palermo è una cipolla'. Ma a Giarre ci sono anche un teatro, il cui cantiere è aperto da più di cinquant'anni, e addirittura un imponente campo da polo, forse il segno di una strana smania di autocelebrazione dei giarresi. In ottobre, a Venezia, all'incompiuto siciliano verrà dedicato un simposio interdisciplinare alla presenza del curatore della Biennale Robert Storr, di Paul Virilio, Wu Ming, Rem Koolhaas, Stefano Boeri e Paolo Fabbri. Poi verrà il numero speciale della rivista 'Abitare', una grande mostra a Napoli e la partecipazione di Alterazioni Video alla prossima Borsa Internazionale del Turismo, dato che, per l'estate 2008, è prevista l'istituzione di un parco archeologico dedicato all'incompiuto. Ci saranno pulmini per le visite guidate e ciceroni che racconteranno al turista di un'estetica graminacea e priva d'autore, alla quale potrà selettivamente e criticamente adattarsi, se come italiano vorrà sopravvivere agli orrori della sua propria specie.

Mai provato il polo a Giarre ?

Incompiuto
di: 
Lia Ferrari
30/05/2009

All'aristocratico sport inglese era stato destinato il campo che vedete qui sotto. Poi ci sono un teatro, una pista per macchinine, una piscina senz'acqua, (grandi) opere lasciate a metà. Ora un'associazione vuole fame un parco a tema. Per turisti critici

Per costruire hanno espropriato un agrumeto. L'hanno occupato con tribune di cemento armato per 20mila spettatori e le hanno lasciate a metà. Servivano ad assistere alle partite di polo, solo che non e stato finito neanche il campo. «Ha capito bene, polo». Teresa Sodano, sindaco di Giarre dal 2003 , da prova di spirito: «Si, diciamo che per Giarre e una disciplina insolita».
Di giganti grigi così, senza vita, il comune siciliano di Giarre, provincia di Catania, ne ha nove. Al non·servizio di 27mila abitanti. tutte opere pubbliche iniziate tra il 1956 e il1989.
La casa albergo per anziani. il parcheggio multipiano. Un centro polifunzionale. Il Teatro Nuovo. Il parco pubblico Chico Mendez. Il mercato dei fiori. L'impianto sportivo con anfiteatro e pista per macchinine telecomandate. La piscina regionale senz'acqua. II campo di polo a metà. Un tempo, non solo in Sicilia, accedere ai finanziamenti era molto facile» argomenta il sindaco. «Le ragioni dell'incompiuto sono tante: aumento dei costi di esproprio, fallimento dell’impresa, finanziamenti non adeguati all’opera”.
Completare queste canedrali dello spreco non si può, troppo malmesse o inadeguate ai nuovi regolamenti. E mancherebbero anche i soldi per demolirle, smaltire, bonificare le aree.
Quello delle architetture interrotte non è un fenomeno nuovo ne solo di Giarre. L'idrovia Milano·Cremona, iniziata ne11911, e oggi arrivata solo a Pizzighettone. Da primato, a Giarre, e la densità.
A registrarla, e farla notare, è un lavoro di Alterazioni Video, collettivo di artisti impegnato da più di tre anni in un lavoro di ricerca sull'incompiuto.
Consultando rapporti di Legambiente, osservatori civici, dossier del Senato sulla Sanità e atri documenti, il gruppo (Paololuca Barbieri Marchi, Albeto Caffareli, Matteo Erenbourg, Andrea Masu e Giacomo Porfiri) ha individuato in Italia più di 500 opere. Ospedali, dighe, viadotti, aeroporti, ferrovie, scuole. Le hanno fotografate, filmate, schedale. E’ venuto fuori che 300 sono in Sicilia, Giarre ne è l'epicentro. Da qui, I'idea di farne la "capitale dell'Incompiuto Siciliano”.
E la proposta di un Parco archeologico. «Si tratta di cambiare la percezione di questi spazi di nessuno che modellano con forza il paesaggio italiano» spiega Andrea Masu. «Perché non considerarli una risorsa? L'Incompiuto Siciliano e uno stile architettonico. Un Parco archeologico ne celebrerebbe i fautori: politici, imprenditori, geometri, architetti». Non è un atto d'accusa: «L'idea di un piano di denuncia e stata scartata. Meglio trasformare “la sfiga” in risorsa».
In collaborazione con Claudia D'Aita ed Enrico Sgarbi, Alterazioni Video ha messo a punto una proposta concreta. Si è aperto un dialogo con le istituzioni e si vuole organizzare a ottobre un'assemblea per coinvolgere i cittadini. Il Parco archeologico dell’Incompiuto Siciliano dovrebbe sorgere su un'area di 300 ettari
e attrarre "un turismo pensante”. «D'altronde» nota Masu, «e una realtà unica aI mondo». Per il sindaco, quella della valorizzazione e una strada praticabile. «Quantomeno si tratta di un'idea nuova. Perché uno dovrebbe visitare il parco? Per rendersi conto di quello che e successo». Sull'idea di un "museo dell'abbandono· si è espresso anche un pensatore come Paul Virilio, che sulla rivista Abitare ha scritto: «In attesa di un futuro piu costruttivo che distruttivo, si tratterebbe di negarsi alla disattenzione, all'indifferenza. Ma davvero il museo e l'unica via d'uscita? Federico Oliva, Presidente dell’istituto nazionale di urbanistica, non ne è convinto: «Sono per la demolizione. In Italia abbiamo musei strepitosi che nessuno visita, dubito che la gente andrebbe al Parco archeologico. Sono all'antica: piuttosto allargherei le carceri per metterci i responsabili dello scempio. Cerro, anche quello ha un costo» .

iodonna n.22 30 maggio 2009

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"Capitale delle incompiute" in mostra a Venezia

Incompiuto
di: 
Eleonora Cosentino
31/07/2007

Alla biennale le fotografie delle dieci opere pubbliche giarresi non finite

"Giarre Capitale dell’Incompiuto", Giarre che si racconta attraverso il "non-senso", attraverso l'irrealizzato: opere lasciate a metà, mai finite, rimaste a testimoniare una realtà rovesciata, dove regna "l’incompiuta", che è presente sempre sotto gli occhi della gente.
Alterazioni video, cinque ragazzi in società, ha reso Giarre protagonista di un progetto che capovolge il senso comune. Anzi lo stravolge. Prospettive che si allargano e che rendono le tante, troppe incompiute di Giarre. "opere” che restino come memoria del presente. Uno studio e poi un censimento, ha portato all’elenco delle incompiute in Sicilia, ma anche in tutta Italia. Centosessanta sarebbero presenti nella nostra regione, 10 nella sola Giarre.
Un numero che è valso alla città ionica l'appellativo di "Capitale delle Incompiute".
Tutto questo è in mostra alla Biennale di Venezia fino ad ottobre. Il teatro nuovo. il parcheggio multipiano, il centro polifunzionale nel parco Chico Mendes, il campo da polo (oggi campo di atletica), lo stadio, la casa per anziani "Madre Teresa di Calcutta, la piscina olimpionica provinciale, il centro polifunzionale, il mercato dei fiori. la pista delle macchinine. Strutture fotografate e illustrare con annesso costo dell'opera.
Categorie di giudizio che cambiano di fronte all’anima dell'idea artistica, al progetto originario, oggi incompiuta immersa nel non - senso della sua presenza. Architetture imponenti, dal valore artistico ormai ingoiato dalla sospensione di ogni fine.
A dicembre sarà pubblicato perfino un libro. E nel 2008 Alterazioni Video saranno alla Borsa del turismo di Milano e poi al palazzo Pan delle Arti di Napoli. È in programma anche una convezione con il Comune e la Provincia di Catania per sostenere ancora il progetto, perché resti a memoria del nonsenso, perché si capisca l'arte nel divenire di opere imponenti nella loro bellezza e la sua morte nella sospensione di ogni progetto, di ogni fine.
E intanto a settembre sarà realizzato sempre nella cittadina giarrese un museo all'aria aperta: si tratta di un circuito virtuale che seguirà un percorso realizzato attraverso le opere incompiute. A ottobre avrà luogo inoltre un simposio al quale prenderà parte, con probabilità, un architetto giarrese.

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